Promuoviamo la sostenibilità dei porti e la tutela della salute
Il progetto mira a stimare l’impatto dei porti sull’ambiente urbano e sulla salute dei cittadini per contribuire a indirizzare gli interventi futuri
Scopri di piùGenova
MAR LIGUREUn hub commerciale con collegamenti verso tutto il mondo. Serve anche rotte passeggeri verso i principali porti del Mediterraneo.
EsploraAncona
MARE ADRIATICOÈ un porto cruciale per i collegamenti tra Italia, Grecia, Croazia e Albania, nonché un avanzato centro cantieristico.
EsploraPiombino
MAR TIRRENOImportante snodo passeggeri verso le isole del Tirreno. L’attività commerciale è legata alle acciaierie.
EsploraCivitavecchia
MAR TIRRENOIl porto fa parte del network Porti di Roma e si trova al centro del sistema logistico che collega il centro Italia al resto del mondo.
EsploraBari
MARE ADRIATICOÈ il principale scalo di collegamento merci e passeggeri con la zona balcanica e il Medio oriente.
EsploraBrindisi
MARE ADRIATICOÈ un porto turistico, commerciale e industriale importante per i collegamenti con i Balcani e la Turchia.
EsploraCagliari
MAR TIRRENOIl porto ha un ruolo importante per i collegamenti del capoluogo sardo con la Sicilia e la penisola italiana.
EsploraI porti italiani
Scopri di piùNEWS
Leggi tutteTraghetti elettrici, lo studio T&E presentato al Corridoio Blu
Lunedì 15 giugno, all’Isola d’Elba, si è tenuta la conferenza “Il Corridoio Blu: i traghetti full-electric per un clima e un turismo più sostenibili”, organizzata da Cittadini per l’Aria. Nel corso dell’evento Transport & Environment (T&E) ha presentato lo studio “Traghetti elettrici: avanti tutta!”, un’analisi sul potenziale di elettrificazione della flotta di traghetti italiana – tra le più vecchie e inquinanti d’Europa: età media 33 anni, responsabile di circa il 40% delle emissioni prodotte dai traghetti nell’intero Mediterraneo. Secondo lo studio, entro il 2030 l’80% dei traghetti oggi a combustione potrebbe essere tecnicamente sostituito con versioni elettriche o ibride. Al 2035, nel 76% dei casi, l’elettrificazione risulterebbe anche la soluzione più economica per gli armatori lungo l’intero ciclo di vita della nave, con un risparmio stimato di 1,7 miliardi di euro in 30 anni. Il beneficio principale riguarda però la qualità dell’aria nelle città portuali: a Napoli, per esempio, i traghetti generano livelli di SOx quattro volte superiori a quelli di tutte le auto circolanti in città. Resta un 20% della flotta tecnicamente non elettrificabile: le rotte internazionali di lunga percorrenza, come Civitavecchia-Barcellona o Ancona-Patrasso.
LeggiTrasporto marittimo e città portuali
L’11 giugno scorso, nell’ambito di ScienzaPop, il festival della scienza dell’Esquilino, si è tenuto l’incontro “Trasporto marittimo e città portuali: equilibri in evoluzione”, con Giulia Brancaccio e Lucia Bisceglia (AReSS Puglia, partner del progetto Salpiam). Il 90% del commercio internazionale – dagli iPhone al petrolio, all’acciaio – viaggia via nave: un’industria in gran parte invisibile ma che regge l’economia globale, oggi però più fragile di quanto sembri tra tensioni geopolitiche, siccità nei canali e navi che viaggiano vuote per metà del tempo. Un ingorgo a migliaia di chilometri di distanza può tradursi in ritardi, costi e prezzi più alti anche sotto casa. Ma le rotte toccano anche terra: emissioni, qualità dell’aria, salute e qualità della vita nelle città portuali, e come trovare equilibri più sostenibili tra sviluppo del trasporto marittimo e vivibilità dei territori
LeggiSalPIAm: si parla di noi
Il progetto SalPIAm è stato presentato nel numero 4 della rivista Ecoscienza dell’Arpae Emilia-Romagna. Il numero passa in rassegna i progetti PNC del Ministero della Salute.
LeggiVerde urbano e salute: un convegno a Milano il 6 ottobre 2025
La ricerca scientifica italiana sta rivelando una verità sempre più evidente: il verde urbano può contribuire in modo sostanziale alla riduzione degli inquinanti e alla mitigazione degli effetti del clima come le ondate di calore. Se ne è parlato al Boscoincittà, parco pubblico di Milano gestito da Italia Nostra e primo esempio di forestazione urbana in Italia, in un convegno organizzato dai due progetti PNC del Ministero della salute, Salpiam e Clima, co-benefici di salute ed equità (in allegato il programma). In Italia, dove ogni anno si registrano circa 14.500 decessi attribuibili alle alte temperature e oltre 70.000 morti per inquinamento atmosferico da particolato fine, il verde urbano svolge un ruolo cruciale nel mitigare questi rischi, come ha ricordato Paola Michelozzi di DEPLazio. Oltre a mitigare gli effetti dell’inquinamento e delle ondate di calore , diversi studi epidemiologici hanno evidenziato anche possibili effetti diretti sulla salute del verde urbano: le ricerche mostrano che le persone che vivono in aree povere di vegetazione hanno un eccesso di mortalità del 4-5% rispetto a chi abita in zone più verdi. Diverse revisioni sistematiche concordano anche nell’evidenziare che il verde migliora lo sviluppo cognitivo, migliora l’attenzione e riduce il rischio di demenza nel corso della vita; alcune condizioni mentali (es. depressione) sono risultate associate agli ambienti edificati privi di spazi verdi. Diverse revisioni sistematiche hanno sintetizzato le prove relative all’esposizione materna agli spazi verdi segnalando livelli più elevati di verde associati a minore probabilità di esiti negativi come il basso peso alla nascita. Infine gli spazi verdi hanno effetti benefici sulla salute incoraggiando l’attività fisica e la coesione sociale. Ma c’è un elemento che sta emergendo come fondamentale: non tutto il verde è uguale. La ricerca sta dimostrando che ciò che conta davvero non è tanto la superficie coperta da vegetazione, quanto il suo volume. Gli alberi, in particolare, sono insostituibili. Su questo, accanto ad altri interventi, ha insistito anche Enrica Roccotiello (Università di Genova) del progetto Salpiam, che ha richiamato la sua ricerca sull’importanza di selezionare le specie arboree a difesa dell’inquinamento della città portuale anche in considerazione del loro potere di catturare polverio e ossidi di azoto. Taxus baccata, il comune tasso, è emerso come una delle specie più performanti grazie alla sua elevata densità fogliare e alla sua straordinaria capacità di catturare le frazioni più fini e pericolose per la salute umana del particolato atmosferico. Questi risultati stanno confluendo in uno strumento digitale che aiuterà amministrazioni e progettisti a scegliere le specie più efficaci nel purificare l’aria delle nostre città. (Per approfondire vedi qui). Al Convegno sono stati portati altri esempi – dal Parco delle energie a Roma nel quartiere Pigneto-Prenestino (Chiara Badaloni, DEPLazio, al parco Trotter di Milano (ATS Milano) – di effetti positivi sulla salute. Nel Sud Italia, i ricercatori Giovanni Sanesi (Uniba) e Valerio Giannico hanno riferito delle ricerche svolte a Bari e Taranto. Utilizzando la tecnologia LiDAR, hanno mappato in 3D il verde delle due città misurando non più solo la copertura vegetale, ma il volume degli alberi. Durante l’estate del 2025, sensori fissi e mobili hanno registrato temperatura e umidità dentro e fuori i parchi, questo dato è utile per la realizzazione di mappe microclimatiche dettagliate. Ricerche precedenti hanno mostrato che il volume verde è fortemente associato a una migliore salute mentale, misurata attraverso un minor consumo di farmaci. A Bari e Taranto attraverso l’utilizzo di diverse risorse informative (3D, mappe termiche , sonde termiche, coorti di cittadini, etc.) sarà possibile trovare relazioni scientificamente supportate tra presenza di verde (alberi) e salute umana. Il messaggio è chiaro: “È importante avere il verde, ma soprattutto è importante avere alberi”. Una delle intuizioni più promettenti degli ultimi anni è il concetto di “co-benefici”, ricordata da Francesca De’Donato di DEPLazio. Ogni azione intrapresa per affrontare i cambiamenti climatici può generare vantaggi immediati per la salute. Prendiamo la mobilità attiva: camminare o andare in bicicletta invece di usare l’auto non solo riduce le emissioni, ma aumenta l’attività fisica e diminuisce l’esposizione all’inquinamento. Ed è una soluzione accessibile a tutti, a differenza delle costose auto elettriche. Il raffrescamento urbano attraverso il verde, pavimentazioni riflettenti e ombreggiature efficaci riduce direttamente la mortalità legata al calore. Nonostante le evidenze scientifiche siano sempre più solide, il passaggio dalla conoscenza all’azione rimane difficile. Solo il 15-20% dei comuni italiani ha un Piano del Verde, e anche quando esiste, raramente è davvero integrato negli strumenti urbanistici. Un limite questo messo in risalto anche nella discussione che ha visto intervenire Damiano di Simine di Legambiente, Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria, xy di Cittadinanza attiva, Lucia Bisceglia (Ares Puglia) e Giorgio Vacchiano (UNIMI e Climate media center Italia). Qui per vedere la registrazione dell’evento.
LeggiPOLITICHE E BUONE PRATICHE
Le migliori politiche per la sostenibilità e le buone pratiche ambientali degli scali italiani ed europei
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Associazione e cittadini insieme alle istituzioni per la tutela dell’ambiente e della salute
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